Borussia Dortmund 2-1 Paris Saint Germain
A Dortmund la partita sembra indirizzata verso l’1-1 quando un diciassettenne statunitense entrato da poco conduce rapidamente la palla verso la porta di Keylor Navas e serve al limite dell’area il suo compagno di reparto. Questo, in una frazione di secondo, controlla la sfera eludendo l’intervento della difesa parigina e conclude con un sinistro di rara bellezza e precisione. Gli 80.000 sugli spalti del Signal Iduna Park non contengono l’esultanza e hanno come l’impressione che ne seguiranno molte altre nei mesi a venire.
Il suo nome è Erling Håland ed ha appena realizzato una doppietta nel giro di otto minuti all’esordio in un turno eliminatorio di Champions League. A dispetto della giovane età ha dato l’impressione di saper dominare tutte le situazioni di gioco offensivo dimostrando come il suo bagaglio tecnico non conosca lacune: gol da rapinatore d’area per aprire le marcature e conclusione potente per firmare il 2-1 definitivo. Si è inoltre distinto per alcuni spunti in velocità che solo sulla carta potrebbero non appartenere ad un ragazzone di 1,91 m x 87 kg.
È curioso come le circostanze ti portino nel giro di pochi mesi dal giocare nel campionato austriaco – seppur con brillanti risultati – all’essere il migliore in campo in un match contro Neymar e Mbappè.
Il match di ritorno al “Parco dei Principi” darà la possibilità al PSG di ribaltare il tutto, il risultato lascia aperto ogni possibile scenario e in questo caso il gol di Neymar ha avuto un peso specifico notevole. Per evitare la quarta eliminazione consecutiva agli ottavi di finale la squadra dell’ex Tuchel avrà bisogno di una prova difensiva impeccabile provando a limitare la vena realizzativa del centravanti ex Salisburgo.
Atlético Madrid 1-0 Liverpool
I campioni in carica non perdevano da settembre ma hanno dovuto fare i conti contro i perfetti meccanismi difensivi della squadra di Simeone. Come spesso accade il tecnico argentino ha impostato la partita con il tentativo di imbrigliare la squadra avversaria difendendo molto basso e cercando di raddoppiare sugli esterni le folate offensive di Manè e Salah grazie al generoso e costante ripiegamento difensivo di Lemar e Koke. Questo ha portato ad una manovra sterile e inoffensiva dei reds che nonostante il 72% di possesso palla hanno concluso verso la porta difesa da Oblak solo in otto occasioni senza mai centrare lo specchio.
Tutto ciò esponendosi a pericolosi contropiedi ogni qualvolta il centrocampo dell’Atletico riconquistava palla.
Il gol di Saul sugli sviluppi di un calcio d’angolo al quarto minuto ha concesso alla squadra di casa di sublimare il proprio piano partita limitandosi a rapide transizioni offensive riconquistata palla per sfruttare la costante proiezione offensiva dei terzini del Liverpool che lasciava in 2 vs 2 Morata e Correa contro Gomez e Van Dijk. Solo una grande prova di Alisson ha permesso che il passivo non diventasse ancora più pesante.
Gli spagnoli si presenteranno al ritorno di Anfield con la convinzione che sotto la gestione Simeone non hanno mai perso un doppio confronto a livello di Champions League contro una squadra che non avesse in rosa Cristiano Ronaldo. È altresì vero che Klopp da quando siede sulla panchina del Liverpool non ha mai perso un doppio confronto nelle competizioni europee: sconfitta in finale di Europa League nel 2016 e di Champions League nel 2018 prima del successo nel 2019. Curioso come entrambe le sconfitte siano arrivate contro squadre spagnole, il Siviglia prima e il Real Madrid poi.
Tra tre settimane sapremo quale tra le due statistiche sarà destinata a cadere.
Atalanta 4-1 Valencia
In un primo turno equilibrato nel quale abbiamo assisitito a vittorie con un solo gol di scarto, l’eccezione è rappresentata dall’Atalanta.
La netta affermazione in un San Siro raggiante non deve però ingannare su quello che è stato l’andamento della partita. I nerazzurri hanno concretizzato molto bene le occasioni create ma al contempo hanno lasciato che a risultato acquisito ogni azione degli spagnoli si tramutasse in un pericolo per la porta difesa da Gollini. Il portiere classe ‘95 è stato autore di ottimi interventi ma nulla ha potuto sul diagonale rasoterra del russo Cheryshev che lascia intatta qualche speranza per la sua squadra in ottica partita di ritorno.
Sontuose le prestazioni di Josip Ilicic e di Gomez che hanno saputo con le loro accelerazioni e dribbling creare gli spazi giusti per gli inserimenti di Hateboer, autore di una doppietta storica: è il terzo olandese a realizzare una doppietta per una squadra italiana in Champions League dopo Marco Van Basten e Seedorf.
Il ritorno al “Mestalla”sarà tutt’altra partita, gli spagnoli recupereranno Rodrigo al centro dell’attacco e 2/4 della difesa titolare. La retroguardia nerazzurra non potrà più permettersi certe sbavature per non vedere compromesso un risultato già storico.